La disidratazione è uno stato patologico che si instaura quando il bilancio idrico, ovvero la quantità di acqua assunta meno l'acqua persa è negativo, cioè l'acqua persa è maggiore.
Normalmente si assume circa 1,5 litri di acqua al giorno per mezzo del riflesso della sete, ma l'acqua può essere somministrata anche mediante infusione.
Quando si instaura uno stato fisico che innalza il consumo di acqua, come l'alta temperatura ambientale o altri stati patologici che fanno perdere liquidi, come la febbre, il vomito e la diarrea, oppure quando una persona non assume volontariamente acqua a sufficienza, l'organismo rimane disidratato e incomincia a funzionare male.
Esistono due tipi di sintomi principali:
soggettivi, sono quelli che una persona sente a livello personale:
- sete
- fiacchezza, debolezza, astenia
- vertigini
- palpitazioni
- ansia
oggettivi, sono quelli rilevabili sul corpo o strumentalmente:
- pelle e mucose asciutte
- ipotensione
- concentrazione degli elettroliti
- diminuzione del volume plasmatico
Si può, in modo approssimativo, paragonare una persona disidratata con una persona dissanguata.
Quando il volume sanguigno circolante diminuisce ad un livello inferiore ai 3,5 litri, si ha perdita di coscienza e morte.
D'estate la morte per disidratazione è molto comune fra le persone anziane, perché bevono poco.
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